NoMes, no a un meccanisco che metterebbe l’economia Italiana e gli Italiani in ginocchio.

Sergio Berlato Non serve essere degli esperti in economia per capire che l’attivazione del MES per l’Italia sarebbe una vera e propria sciagura. Va ricordato che il Meccanismo Europeo di Stabilità prevede due linee principali di intervento destinate ai paesi in difficoltà economica e finanziaria. La prima linea (la principale) è prevista solo per quei paesi che abbiano un rapporto Debito pubblico/Prodotto interno lordo inferiore al 60%. L’Italia, al 31 dicembre 2019 aveva un rapporto debito pubblico/Pil del 135%, schizzato al 155% nei primi mesi del 2020 per effetto dell’emergenza sanitaria.

Sergio Berlato La seconda linea di intervento prevista dal MES puoò essere concessa ai paesi in difficoltà ma solo sulla base di precisi impegni da parte del paese richiedente l’aiuto di apportare drastiche riforme strutturali (lacrime e sangue cone successo in Grecia). Oltre a questo la seconda linea di intervento (sempre e solo a prestito che deve essere restituito) prevede la ristrutturazione del debito pubblico che altro non è se non la drastica riduzione del controvalore dei titoli di stato sottoscritti dai risparmiatori. Esempio: un risparmiatore sottoscrive titoli di stato (BOT, BTP, ecc..) per un controvalore di 100.000 euro e gliene vengono restituiti 30 o 40.000 alla scadenza. Senza contare che, oltre alla depredazione dei risparmi, verrebbero ad indebitarsi non solo le presenti ma anche le future generazioni. Ecco quali sarebbero le conseguenze dell’applicazione del MES in Italia.